CASE STUDY · LEADERSHIP E DINAMICHE DI GRUPPO
Da un gruppo dispersivo a un percorso guidato da obiettivi, confini e responsabilità
Come una diversa lettura della leadership responsabile ha trasformato un gruppo destinato a fallire in un processo di lavoro più chiaro, selettivo ed efficace.
Client
Professionista del benessere e consulente
Ambito
Leadership • Comunicazione • Dinamiche di gruppo
Mon rôle
Affiancamento strategico e lettura delle dinamiche organizzative
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Il contesto
La cliente è una professionista del benessere e consulente con oltre vent’anni di esperienza che desiderava avviare un nuovo formato di lavoro: un percorso esperienziale di gruppo capace di accompagnare le persone verso un lavoro condiviso e trasformativo.
L’obiettivo era creare un’esperienza utile, coerente e sostenibile, nella quale partecipanti diversi potessero collaborare mantenendo una direzione comune perprodurre un output finale condiviso.
02
Il problema osservabile
Nonostante la buona affluenza iniziale (circa 20 partecipanti), i gruppi non riuscivano a funzionare in modo efficace.
Emergevano dinamiche di disallineamento, perdita di focus e difficoltà nel raggiungere l’obiettivo del lavoro, fino alla necessità di interrompere il progetto.
- partecipanti poco allineati;
- dispersione;
- conflitti impliciti;
- persone con motivazioni incompatibili;
- progetto interrotto.
03
La vera causa
Il problema era la mancanza di leadership responsabile strutturante e di confini operativi
Il problema non era il metodo utilizzato né la presenza di persone difficili con livelli di consapevolezza diversi.
La causa sistemica era l’assenza di una leadership responsabile, sufficientemente esplicita nel definire obiettivi, criteri di accesso al progetto e responsabilità condivise.
Senza una direzione chiara, ogni partecipante aveva costruito una propria interpretazione (egoica) del progetto.
Il problema antecedente a questo però era la mancanza di una “selezione all’ingresso” e un obbiettivo esplicito comune dichiarato e condiviso.
Era comprensibile l’idea di voler lasciare libera espressione ai partecipanti, ma questo, a mio parere, andava fatto all’interno di una cornice condivisa. Insomma, “libera espressione” e non “libera interpretazione”: la responsabile del progetto doveva riprendere il suo ruolo di guida e facilitatrice.
04
Il mio intervento
Il mio lavoro è stato un affiancamento consulenziale lungo tutto il processo operativo e comunicativo:
- osservazione delle dinamiche;
- analisi della comunicazione;
- supervisione del percorso;
- identificazione dei punti ciechi;
- ridefinizione del ruolo della leader;
- definizione di criteri di partecipazione.
Il gruppo non riusciva a collaborare, emergevano conflitti, mancava un criterio condiviso di selezione e di partecipazione.
La mia lettura delle dinamiche sottili (energia) ha mostrato come la cliente evitasse di assumersi la responsabilità della selezione perché questo avrebbe significato riconoscere che non tutte le persone erano compatibili con gli obiettivi del progetto. Il tentativo di includere tutti ha impedito di definire un’intenzione condivisa e ha favorito l’emergere delle incompatibilità che si volevano evitare.
Durante il percorso ho svolto una funzione di specchio e di catalizzatore. Attraverso il confronto, la cliente ha potuto riconoscere alcuni meccanismi che fino a quel momento non vedeva o non accettava. Una volta diventati consapevoli, ha scelto autonomamente di modificare il proprio approccio, definendo criteri più chiari e assumendosi la responsabilità delle proprie scelte.
Definire criteri di partecipazione è fondamentale. Non come barriere d’ingresso per escludere, ma come una dichiarazione esplicita e condivisa di scopo, valori e modalità di lavoro. Questo diventa un filtro naturale: attrae le persone realmente pronte a lavorare su quel terreno e con quelle frequenze, e, allo stesso tempo, non richiama chi non è ancora in risonanza con quel tipo di percorso.
“Ho visto chiaramente che la cliente non voleva prendersi la responsabilità della selezione perché questo avrebbe significato accettare l’incompatibilità tra i partecipanti. Dal punto di vista delle dinamiche sottili con cui lavoro, questa resistenza si è manifestata nel campo relazionale del gruppo fino a impedire la collaborazione. Il mio intervento ha svolto una funzione di specchio e di catalizzatore: mettendo a disposizione la mia energia, la cliente ha potuto riconoscere ciò che fino a quel momento non vedeva o non accettava. Da quella presa di coscienza ha scelto di cambiare approccio, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte e definendo criteri più chiari per la partecipazione.”
Il cambio di prospettiva
Il punto critico non era “il gruppo non funziona”, ma la difficoltà della leader nell’assumere pienamente il proprio ruolo decisionale.
Il mio lavoro ha permesso di portare consapevolezza su un nodo centrale:
La leadership non consiste nell’inclusività forzata e indiscriminata. Consiste nella capacità di scegliere, definire confini e proteggere la direzione del processo, per creare le condizioni affinché le persone giuste possano lavorare bene insieme.
05
Risultati osservabili
Dopo il riallineamento e l’introduzione di criteri di selezione più chiari, i successivi gruppi hanno iniziato a funzionare in modo coerente:
- gruppi costruiti con criteri più chiari;
- partecipanti maggiormente allineati;
- comunicazione più esplicita;
- migliore qualità della collaborazione;
- maggiore responsabilità nella conduzione del gruppo.
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Cosa ho osservato
- una mission non esplicitata produce interpretazioni differenti;
- l’inclusione senza criteri non genera collaborazione, ma dispersione;
- i confini proteggono il lavoro delle persone, non lo limitano;
- quando la leadership evita di scegliere, la responsabilità si disperde e il progetto perde direzione.
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Il mio valore aggiunto: cosa dimostra questo progetto
Questo progetto mostra il mio approccio alla consulenza.
- lettura rapida delle dinamiche sottili che bloccano i processi
- capacità di individuare il punto di responsabilità reale (non sintomatico)
- accelerazione della consapevolezza decisionale del cliente
- traduzione immediata della consapevolezza in struttura operativa e risultati
In sintesi: non intervengo solo sulla comunicazione visibile, ma sulle dinamiche che la producono, sui punti di realtà che determinano se un progetto funziona o no, porto questa consapevolezza traducendola in cambiamenti operativi concreti.
Vuoi portare più chiarezza nel tuo progetto?
Possiamo osservare insieme ciò che ostacola il lavoro e trasformarlo in una direzione più chiara, responsabile e sostenibile.
