Intelligenza artificiale e isolamento umano: un circolo vizioso programmato
Questo isolamento moderno non è casuale, è indotto.
Non ci si rivolge a Internet o all’Intelligenza Artificiale solo per comodità, per pigrizia o per risparmiare tempo. Ci si rivolge all’IA perché è venuta meno la fiducia nelle persone, nelle competenze, nelle intenzioni, nell’etica di chi dovrebbe guidarci, curarci, insegnarci, ascoltarci. Viviamo una doppia crisi: una crisi di fiducia e una crisi di competenze.
Mancano la professionalità, la responsabilità, l’onestà intellettuale e la presenza umana reale, e tutto questo non è accaduto per caso. L’Intelligenza Artificiale è la risposta, o forse la toppa, a un vuoto di Intelligenza Umana: emotiva, sociale e professionale.
Questo isolamento moderno non è casuale, è indotto.
Un vuoto che non è nato spontaneamente, ma che è stato voluto, coltivato, reso sistemico.
L’IA non è un problema in sé, è il sintomo, il segnale di una società che ha smesso di fidarsi dell’essere umano, di credere nell’essere umano e nella sua evoluzione.
Oder vielleicht ist diese Entwicklung nicht von allen erwünscht, weil ein entwickelter Mensch ein Mensch ist, der frei von Doktrinen und Konditionierungen ist und daher nicht kontrollierbar und manipulierbar.
Ein emotional und psychologisch entwickelter Mensch ist ein Mensch, der frei von Doktrinen und Konditionierungen ist und daher nicht kontrollierbar und manipulierbar ist.
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